cronache di un nuovo inizio

Maggio 17, 2008

Tutto ciò che è stato pianificato, è andato sciogliendosi. I miei alti ideali e il mio sogno californiano senza struttura con edo è finito. Le cose cambiano, le carte si scoprono, e da un modesto negozietto di sviluppo foto che mi aveva aperto una mezza via verso la vita da adulto e responsabile di sè stesso e delle cose quotidiane, sono passato a un altro stadio, affascinante senza dubbio, che avrebbe lasciato un grande bagaglio e un esperienza in più, ma che alla fine mi avrebbe lasciato ugualmente, a fine settembre, con un punto di domanda in testa. E ora? Ora c’è da tirare fuori un umile e sincera positività, pensando che mi aspettano una marea di cose sconosciute e frizzanti, un sacco di conoscenze e di persone, luoghi mai visti, da cartolina, acque che vedevo solo in documentari, e piani da mettere a punto. La vità è sicura quando ci si crea uno sfondo pieno di certezze, ed è anche vero che non è l’ideale cambiare lavoro ogni 2-3 mesi, ma se ora scrivo queste cose sdraiato a letto su un computer che ho comprato con 6,5 euro all’ora, vuol dire che un po di speranza c’è. So che mio padre non aveva tutte queste cose, ma è ruscito lo stesso a trovare un lavoro, una casa in affitto, un bilancio economico mensile stabile, e quindi a strutturare la sua vita come da adolescente avrebbe sognato. Chiunque da giovane pensa ai soldi, alla casa perfetta, la macchina perfetta, la moglie perfetta e a tutte le cose che possono rendere l’esistenza più agevole, ma è vero anche che al giorno d’oggi già trovare un lavoro a tempo indeterminato con uno stipendio di 900 euro mensili, dia delle buone opportunità. Uno può pensare che sommando il suo stipendio, con quello della fidanzata che ne prende 600 perchè magari fa la segretaria part-time, sia già un buon inizio, 1500 euro per una coppia, porta a un modesto bilocale, ma non porta ad avere figli. Al giorno d’oggi tutto è difficile, e te ne accorgi prima, non a 25-26 anni come chi frequenta l’università, perchè anche io, nonostante abbia le spalle coperte da una famiglia, e un tetto sicuro sopra di me, non riesco a sopportare l’idea di avere complessivamente in tutto, tra banca e liquidi, 700 euro. Mi preoccupo per una cosa che sicuramente non mi porterà sotto un ponte, ma che però mi trasporterà a settembre con forse mille euro scarsi in tasca, e un buco da riempire, che è quello del lavoro successivo. Io ho tante opportuità, mi dico sempre che “ho il volto giusto, nel momento giusto, con la persona giusta“, nel senso che capisco subito come guardare una persona, come prenderla, come gestirla e trarne da essa quello che mi serve, che non è per forza l’abuso della sua carica, ma può essere anche per amicizia. Dio mi ha dato il dono di filtrare la gente. Mio padre mi dice sempre di fare attenzione se dovessi trovarmi in situazioni pericolose, o se dovessi essere a contatto con certe persone, ed ha ragione, ma può stare tranquillo che se non sono attento come lui, lo sono di più. Guardo, movimenti, atteggiamenti, spostamenti, timbri di voce, sguardi, tutte cose che hanno la mia attenzione nello stesso momento. Sono furbo io, e non sono le ultime parole famose. Quello che c’è da prendere, va preso, e quello che dev’essere ignorato, va scartato. Il punto non è che tra 4 mesi tornerò con l’angoscia, il punto è che dovevo scrivere questo, e l’ho fatto, ed ora sto meglio.

3:40:32, venerdi sera del 17 maggio 2008

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