l’affascinante dubbio
Aprile 23, 2008
Chi lo sa. Forse si chiama Francesca, o almeno il suo viso mi suggerisce questo. Forse ha un ragazzo da molto tempo, o forse è sposata, o potrebbe essere anche sola, ma l’ultima ipotesi credo offra una bassa percentuale di probabiltà. Andando ad esclusione, potrei calcolare un 33% di probabilità, che equivalerebbe ad una possibilità su tre. Ci divide anche l’età. Credo che lei abbia tra i 25 ai 29 anni, mentre io ne compio appena 21 il 22 maggio. Oltre a questi due abissi, ci separano soltanto 7 o 8 metri di distanza l’uno dall’altra. La vedo di mattina, talvota anche di pomeriggio, ma non credo lavori oltre alle 7 di sera. Ogni giorno entro in quel centro commerciale col sorriso, perchè so che oltre il mio banco, vedo lei. Credo possa avere tutto ciò che desidera, ma nello stesso tempo spero nella mancanza di un partner perchè lei è ciò che non saprei riuscire a descrivere con nessun aggettivo esistente da tanto bella quale è lei. La sua pelle è di un colore caldo, forte ma delicata e liscia. E’ quella pelle che anche d’inverno non cede mai del tutto al bianco trascurato di fine dicembre. I suoi capelli sono scurissimi, ma non riesco a distinguere se tendono più al nero o al castano, ma di una cosa sono certo, ogni giorno risplendono sempre nello stesso modo, ne più nè meno, sono sempre brillanti come i riflessi di un lago in una fresca mattina d’estate, quando la prima alba si infrange sull’acqua calma uscita dalla notte. Questo mi fa capire che è una ragazza che tiene a se stessa e alla sua immagine, è una donna che sà quello che vuole, forte, decisa e coerente, seria in ciò che fà, e matura nel suo contesto. Il suo viso è adattabile a diverse visuali di pensiero. Vista in un certo modo, traspare la bellezza, la sensualità e l’attrazione, mentre vista più in profondità, scopre un espressione quasi innocente, da bambina, una fisionomia che riconduce ad immaginare come poteva apparire intorno ai 9 anni. Io la guardo sempre dal mio posto, mentre lei è persa tra i documenti e i monitor del suo posto di lavoro. Credo che non sia nemmeno a conoscenza della mia esistenza, ma per ora a me non importa, mi basta solo sapere che c’è.
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