cronache di un nuovo inizio

Tutto ciò che è stato pianificato, è andato sciogliendosi. I miei alti ideali e il mio sogno californiano senza struttura con edo è finito. Le cose cambiano, le carte si scoprono, e da un modesto negozietto di sviluppo foto che mi aveva aperto una mezza via verso la vita da adulto e responsabile di sè stesso e delle cose quotidiane, sono passato a un altro stadio, affascinante senza dubbio, che avrebbe lasciato un grande bagaglio e un esperienza in più, ma che alla fine mi avrebbe lasciato ugualmente, a fine settembre, con un punto di domanda in testa. E ora? Ora c’è da tirare fuori un umile e sincera positività, pensando che mi aspettano una marea di cose sconosciute e frizzanti, un sacco di conoscenze e di persone, luoghi mai visti, da cartolina, acque che vedevo solo in documentari, e piani da mettere a punto. La vità è sicura quando ci si crea uno sfondo pieno di certezze, ed è anche vero che non è l’ideale cambiare lavoro ogni 2-3 mesi, ma se ora scrivo queste cose sdraiato a letto su un computer che ho comprato con 6,5 euro all’ora, vuol dire che un po di speranza c’è. So che mio padre non aveva tutte queste cose, ma è ruscito lo stesso a trovare un lavoro, una casa in affitto, un bilancio economico mensile stabile, e quindi a strutturare la sua vita come da adolescente avrebbe sognato. Chiunque da giovane pensa ai soldi, alla casa perfetta, la macchina perfetta, la moglie perfetta e a tutte le cose che possono rendere l’esistenza più agevole, ma è vero anche che al giorno d’oggi già trovare un lavoro a tempo indeterminato con uno stipendio di 900 euro mensili, dia delle buone opportunità. Uno può pensare che sommando il suo stipendio, con quello della fidanzata che ne prende 600 perchè magari fa la segretaria part-time, sia già un buon inizio, 1500 euro per una coppia, porta a un modesto bilocale, ma non porta ad avere figli. Al giorno d’oggi tutto è difficile, e te ne accorgi prima, non a 25-26 anni come chi frequenta l’università, perchè anche io, nonostante abbia le spalle coperte da una famiglia, e un tetto sicuro sopra di me, non riesco a sopportare l’idea di avere complessivamente in tutto, tra banca e liquidi, 700 euro. Mi preoccupo per una cosa che sicuramente non mi porterà sotto un ponte, ma che però mi trasporterà a settembre con forse mille euro scarsi in tasca, e un buco da riempire, che è quello del lavoro successivo. Io ho tante opportuità, mi dico sempre che “ho il volto giusto, nel momento giusto, con la persona giusta“, nel senso che capisco subito come guardare una persona, come prenderla, come gestirla e trarne da essa quello che mi serve, che non è per forza l’abuso della sua carica, ma può essere anche per amicizia. Dio mi ha dato il dono di filtrare la gente. Mio padre mi dice sempre di fare attenzione se dovessi trovarmi in situazioni pericolose, o se dovessi essere a contatto con certe persone, ed ha ragione, ma può stare tranquillo che se non sono attento come lui, lo sono di più. Guardo, movimenti, atteggiamenti, spostamenti, timbri di voce, sguardi, tutte cose che hanno la mia attenzione nello stesso momento. Sono furbo io, e non sono le ultime parole famose. Quello che c’è da prendere, va preso, e quello che dev’essere ignorato, va scartato. Il punto non è che tra 4 mesi tornerò con l’angoscia, il punto è che dovevo scrivere questo, e l’ho fatto, ed ora sto meglio.

3:40:32, venerdi sera del 17 maggio 2008

Add comment Maggio 17, 2008

l’affascinante dubbio

Chi lo sa. Forse si chiama Francesca, o almeno il suo viso mi suggerisce questo. Forse ha un ragazzo da molto tempo, o forse è sposata, o potrebbe essere anche sola, ma l’ultima ipotesi credo offra una bassa percentuale di probabiltà. Andando ad esclusione, potrei calcolare un 33% di probabilità, che equivalerebbe ad una possibilità su tre. Ci divide anche l’età. Credo che lei abbia tra i 25 ai 29 anni, mentre io ne compio appena 21 il 22 maggio. Oltre a questi due abissi, ci separano soltanto 7 o 8 metri di distanza l’uno dall’altra. La vedo di mattina, talvota anche di pomeriggio, ma non credo lavori oltre alle 7 di sera. Ogni giorno entro in quel centro commerciale col sorriso, perchè so che oltre il mio banco, vedo lei. Credo possa avere tutto ciò che desidera, ma nello stesso tempo spero nella mancanza di un partner perchè lei è ciò che non saprei riuscire a descrivere con nessun aggettivo esistente da tanto bella quale è lei. La sua pelle è di un colore caldo, forte ma delicata e liscia. E’ quella pelle che anche d’inverno non cede mai del tutto al bianco trascurato di fine dicembre. I suoi capelli sono scurissimi, ma non riesco a distinguere se tendono più al nero o al castano, ma di una cosa sono certo, ogni giorno risplendono sempre nello stesso modo, ne più nè meno, sono sempre brillanti come i riflessi di un lago in una fresca mattina d’estate, quando la prima alba si infrange sull’acqua calma uscita dalla notte. Questo mi fa capire che è una ragazza che tiene a se stessa e alla sua immagine, è una donna che sà quello che vuole, forte, decisa e coerente, seria in ciò che fà, e matura nel suo contesto. Il suo viso è adattabile a diverse visuali di pensiero. Vista in un certo modo, traspare la bellezza, la sensualità e l’attrazione, mentre vista più in profondità, scopre un espressione quasi innocente, da bambina, una fisionomia che riconduce ad immaginare come poteva apparire intorno ai 9 anni. Io la guardo sempre dal mio posto, mentre lei è persa tra i documenti e i monitor del suo posto di lavoro. Credo che non sia nemmeno a conoscenza della mia esistenza, ma per ora a me non importa, mi basta solo sapere che c’è.

Add comment Aprile 23, 2008

Lettera d’amore

Avevo scritto che era inarrivabile. Dopo così tanto tempo che non la vedevo, il suo amore era al di là dell’immaginazione umana. La pelle le profumava di desideri passionali, ed ormai era una donna. Era Lucia.

Add comment Aprile 14, 2008

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Stasera mi sono accorto di quanto sia importante una persona per me. Credo che se venisse a mancare, non ce la farei nemmeno io.

ti voglio bene

Add comment Aprile 7, 2008

Autobiografia musicale

La determinazione porta i risultati, il tempo porta la qualità“. Un risultato di alta qualità porta una soddisfazione cercata. Io credo che la musica è tutto ciò che apre canali positivi in direzione dei nostri sensi, al di là del genere o della piega che può prendere. Scrivo canzoni da ormai 4 anni e ho intrapreso un percorso evolutivo che ha modificato in me il modo di pensare e vedere riguardo molte cose, fatti e situazioni emotive. All’inizio era un passatempo, scrivevo banali rime in rap sul banco del liceo che mi servivano a capire lo schema metricale e le disposizioni delle parole, il giusto assemblaggio, gli incastri e la posizione sui quattro quarti delle battute. Poi ho capito che scrivere era il pane dei miei denti, e ne ho fatta un arte per me stesso. Ho messo in primissimo piano i testi, l’energia che riuscivano a trasmettere, e mi sono concentrato sul valore delle parole, il peso delle frasi e il modo in cui dirle o pronunciarle. La mia musica è aperta, viva, di chiunque, anche se non si può classificare in un determinato genere. Sicuramente le radici si sono formate su un terreno hip hop, che ritengo sia uno dei lati più comunicativi della musica, ma non mi sento di appartenervi, ma non perchè io sia al di sopra, assolutamente, ma solo per il fatto che conosco la sua storia e provenienza, e non ne faccio parte, nonostante nutra un altissima stima per il suo periodo d’oro, per i suoi anni, i luoghi e le sue 4 discipline. Al di là di tutto, oggi sono ciò che sono, un ventunenne con attenzioni rivolte al mondo del suono, alla scrittura di getto, la fotografia e molte altre cose diverse dallo standart degli interessi comuni dei giovani d’oggi, senza fare esempi. Nei miei progetti musicali, fin’ora, si trovano canzoni con alti e bassi, canzoni strane, canzoni orecchiabili e non, canzoni profonde o superflue, come la carriera di ogni artista. Ormai ho 3 album alle spalle, ma non credo di aver fine. Ho tatuato la mia adolescenza sul corpo, perchè credo in quello che faccio, e come lo faccio. Ho commesso errori e li ho riparati, ho regalato emozioni e non ho mai chiesto nulla in cambio, perchè il mio scopo è questo, trasmettere.

www.myspace.com/warioriginale

1 comment Aprile 7, 2008


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